I primi soldi: che fare?


Oggi 01 ottobre 2018 è un giorno speciale!


Prende il via il mese dell’educazione finanziaria, un progetto del Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria cui partecipano il ministero dell’economia e delle finanze e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.


Questa iniziativa ha l’obiettivo di migliorare l’educazione finanziaria dei cittadini.


In occasione di ciò ho deciso di proporre una serie di contenuti, rielaborando quanto proposto dal comitato, in linea con il progetto e i suoi punti cardine.


Il primo tema è “I primi soldi: che fare?


La domanda nasce quando ci si trova a dover gestire per la prima volta del denaro, che sia esso proveniente da regalie o frutto di paghetta a seguito di lavoretti domestici o altro.


Questa disponibilità mette in condizione l’individuo di fare una scelta: spendere o risparmiare? Spendere per cosa o risparmiare per cosa?


Sono concetti molto vicini, si tratta di soddisfare un bisogno immediato (o un capriccio) o di rinunciare all'acquisto di un bene a vantaggio del soddisfacimento di un bisogno futuro più o meno prevedibile. (compro un nuovo smartphone oggi o vado in vacanza la prossima estate?)


È la prima occasione per discernere i bisogni dai desideri e per iniziare a capire come pianificare le proprie risorse e risparmi.



Questo è il momento nella vita in cui è utile avere il salvadanaio! Se si è maggiorenni è l’occasione per approcciare per la prima volta il mondo bancario.


È fondamentale sapere che esistono diversi strumenti utili alla gestione del denaro, ad esempio il sopra citato salvadanaio, la carta prepagata, il conto corrente od il libretto di risparmio.

I primi due non danno alcun interesse, mentre gli altri potrebbero remunerare la liquidità depositata anche in base alla disponibilità a vincolare determinate somme per un tempo più o meno lungo.


In base a come si deciderà di conservare il denaro si dovranno affrontare dei costi e bisognerà saperli valutare.


Ad esempio detenere denaro non remunerato lo rende vittima dell’inflazione, la carta prepagata potrebbe avere un canone o dei costi di ricarica, il conto corrente e il libretto potrebbero avere dei costi di gestione e, per giacenze medie superiori ai 5000,00 € vedranno addebitato il bollo dello stato.


I prodotti bancari hanno il vantaggio di offrire la possibilità di pagare tramite carte di pagamento o bonifici e permettono anche acquisti online o a distanza.


Per concludere il momento in cui si entra in possesso dei “primi soldi” è un’ottima occasione per prendere dimestichezza con il mondo bancario, con cui si avranno rapporti più stretti quando “Finalmente un lavoro: a cosa destinare il reddito?”….ma questo è oggetto della prossima puntata!




Fonte: “Quello che conta” a cura del Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria