[LA MIA SPERANZA E' CHE MIO FIGLIO SE NE VADA PRIMA DI ME] La poca conoscenza leva la speranza, "il trust dopo di noi" #STORIEDIVITAVISSUTA


Ho un figlio affetto da grave disabilità, cosa gli succederà quando non ci sarò più? 

Chi si prenderà cura di lui?

Chi gestirà il patrimonio che riceverà in eredità?

 

La risposta a queste domande è: lo Stato, tramite un giudice tutelare e un tutore legale.

 

Preoccupante vero? C'è però una buona notizia

Nel 2016 è stata approvata la legge 112/2016 (testo completo) sul "dopo di noi" che "è volta a favorire il benessere, la piena inclusione sociale e l’autonomia delle persone con disabilità" (art.1) "in vista del venir meno del sostegno familiare"

 

Questa legge prevede alcuni istituti giuridici atti a pianificare il progetto di vita e la gestione del patrimonio familiare a beneficio del soggetto portatore di handicap.

 

Di questo abbiamo parlato recentemente io e l'avv. Gabriele Sepio, estensore della legge "dopo di noi", presso il Centro Papa Giovanni XXIII di Ancona durante il convegno dal titolo "Il Dopo di noi per persone affette da disabilità: i benefici di trust e affidamenti".

 

L'obiettivo che mi ero prefisso organizzando l'incontro era affrontare gli istituti giuridici atti al passaggio generazionale da un punto di vista legale per far capire bene la valenza e la differenza delle vari soluzioni possibili.

 

Ci siamo trovati di fronte ad una platea completamente ignara riguardo la questione.

 

Con grande meraviglia abbiamo scoperto che quasi nessuno dei genitori intervenuti era a conoscenza delle possibilità offerte dal “dopo di noi”.

Ho assistito alla conversazione tra due persone: una ha detto all'altra "la mia unica speranza è che mio figlio se ne vada prima di me".

La disperazione di cui era intrisa quella frase era solo conseguenza della poca conoscenza del "dopo di noi".

 

Durante il convegno abbiamo avuto modo di spiegare che la legge mette a disposizione diversi istituti giuridici

  • il vincolo di destinazione
  • l'affidamento fiduciario
  • il "trust dopo di noi"

 

Tutti questi strumenti prevedono la redazione tramite atto notarile del “progetto di vita”, una sorta di regolamento che governerà le azioni del gestore del patrimonio a beneficio del soggetto disabile quando i genitori saranno venuti a mancare.

Tale progetto di vita regolerà le principali tre sfere della vita del disabile:

  • sanitaria (trattamenti medici, istituti, specialisti ecc.)
  • sociale (attività ludico ricreative, sportive, ecc)
  • patrimoniale (il patrimonio di famiglia destinato all’erede)

Lo stesso potrà prevedere come regolare i processi decisionali qualora si presentassero situazioni che non è stato possibile prevedere al momento della istituzione (es. come individuare la struttura che ospiterà il disabile qualora si aggravasse o il futuro trustee nel caso in cui quello attuale venisse a mancare, ecc.).

 

Ognuno degli strumenti sopra elencati ha caratteristiche che li rendono adatti a specifiche casistiche:

Il vincolo di destinazione è lo strumento più semplice da utilizzare ed è adatto quando il patrimonio è composto principalmente da beni registrabili (immobili, quote di srl ecc).

L’affidamento fiduciario è uno strumento più completo rispetto al vincolo di destinazione perché permette di affidare la gestione dei beni, senza spossessarsene, ad un ente del terzo settore o ad una onlus che provvederà ad occuparsi del patrimonio a favore del disabile secondo quanto previsto dal progetto di vita.

Il trust è una cassaforte di famiglia in cui far confluire tutto o parte del patrimonio (di cui quindi ci si spossessa). Il gestore del trust dopo di noi (così detto trustee) può essere lo stesso disponente. Nel regolamento si può poi prevedere chi sarà il trustee quando il disponente verrà a mancare. Tale figura non dovrà essere necessariamente identificata in una figura professionale, ma potrà anche essere un parente o un affine del disponente. Questo rappresenta un elemento che rende la gestione del trust dopo di noi più economica rispetto alla gestione fiduciaria.

 

Le persone che hanno partecipato al convegno hanno avuto modo di valutare le soluzioni offerte dalla legge "dopo di noi" e di fissare degli incontri personali in cui analizzare i rispettivi casi per capire quale sia lo strumento più adatto ai loro figli. 

 

Organizzerò altri seminari per parlare del “dopo di noi”, se vuoi avere informazioni riguardo i prossimi appuntamenti o approfondire l'argomento clicca qui e scrivimi una mail.